Valore

NarTi rende utile quello che per altri è solo un rifiuto.

Materia prima

Dall’essicazione dei fanghi alla polverizzazione ecco che si ricava biossido di titanio

Processo green

Garantita al mercato una sostanza altrimenti estratta da minerale

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Attraverso un processo di essiccazione (700-800°C), NarTi restituisce valore agli scarti residui di una produzione legata al polipropilene. Da questi estrae infatti una polvere preziosa per il settore della ceramica e non solo. Il materiale ottenuto a fine processo, il biossido di titanio appunto, eliminata la parte acquosa dei fanghi in entrata (25 tonnellate al giorno) è nota per le straordinarie proprietà sbiancanti.

Tra le caratteristiche che possiede il materiale ottenuto a fine lavorazione (circa 7 tonnellate al giorno) c’è anche quella di assorbire anidride carbonica; essendo inoltre un semiconduttore potrebbe rivelare presto potenzialità ancora inespresse. NarTi non a caso ha incluso nella sua mission aziendale, la collaborazione con l’Università degli studi di Perugia: per incentivare studi e ricerche sul prodotto, per elaborare il bilancio di sostenibilità.


Il lay out dell’impianto descrive tre principali fasi nel ciclo di produzione: la prima riguarda l’ingresso, la pesatura e lo stoccaggio della materia prima; la seconda riguarda la fase di essiccazione che avviene mediante permanenza per 90 minuti del materiale in forno alla temperatura di 800 °C.

Il forno è un cilindro in acciaio lungo 18 m e largo 1,5 m, inclinato di circa 3°, che ruota attorno al proprio asse. La terza fase è quella della macinazione durante la quale il fango essiccato e calcinato, in uscita dal forno, viene raffreddato mediante un trasportatore e convogliato verso i sili di stoccaggio.

Da questi il materiale viene prelevato e avviato all’impianto di polverizzazione. L’intero ciclo è gestito in maniera completamente automatica, sia nelle fasi di accensione/spegnimento che durante il funzionamento a regime. L’impianto occupa uno spazio di circa 2.300 mq.


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Il prodotto NarTi si presenta sul mercato come sostitutivo del biossido di titanio estratto da minerale, grazie al vantaggio competitivo costituito da un ottimo rapporto qualità/prezzo che consente una forte penetrazione, principalmente, nel segmento delle lavorazioni del vetro per ceramiche.

Il mercato è molto vasto e si estende su scala internazionale con volumi di assorbimento di materia prima molto più alti rispetto alle capacità produttive di NarTi.

La produzione mondiale del biossido di titanio, infatti, risulta pari a 5,7 milioni t di cui 1,3 milioni t sono prodotte in Europa e circa 80.000t in Italia da un unico produttore. La capacità produttiva di NarTi si attesta sulle 1.500 tonnellate all'anno.